Questa
è la storia di un uomo che più che per il fisico si è imposto “con”
il fisico. Arnold Schwarzenegger, un nome che non ci si
dimentica tanto presto, è senza dubbio una delle più grandi star di
Hollywood. E' la prova vivente che chiunque abbia un sogno e un po'
di perseveranza può raggiungerlo. Egli è sempre stato simbolo di
virilità, straordinaria potenza e devastante forza fisica, ma è
anche una persona dotata di grande intelligenza. Arnold
Schwarzenegger nasce alle 4:10, il 30 luglio 1947 a Thal, un
paesino austriaco di circa 1200 abitanti (7 km da Graz), Stiria,
Austria. Ha avuto un’infanzia segnata dal grave disagio economico in
cui versava la sua famiglia, infatti, è cresciuto nel secondo piano
di una vecchissima casa con i genitori Gustav e Aurelia e suo
fratello maggiore Meinhard ricevendo un’educazione molto
severa. Benché il padre di Arnold fosse un comandante di polizia, la casa
dove viveva la famiglia non era assolutamente moderna: niente
telefono, ne sala da pranzo, niente tappeti, giusto delle luci molto
basse, fino al punto da non possedere neanche un frigorifero per
conservare il cibo.
Arnold
e Meinhard dovevano andare a prendere l’acqua a 250 metri dalla loro
casa. Il padre Gustav, un ex campione di curling, incoraggiò sempre
i suoi figli praticare lo sport. Da ragazzo, difatti, ne pratica
molti quali il calcio, l'atletica leggera, la boxe e il lancio del
giavellotto; tuttavia ben presto, però, capisce che, in genere, gli
sport di gruppo non lo entusiasmano più di tanto poiché attratto più
da qualcosa che gli consenta di sviluppare la sua personalità e le
sue doti in autonomia, attraverso cioè un programma personale,
lontano da ogni forma di competizione (cosa che inevitabilmente gli
sport "a squadre" sono portati a generare). Lo sbocco naturale di
questa impostazione e concezione lo porta gioco forza a interessarsi
al Body-building, che si presenta subito ai suoi occhi come
la sintesi perfetta di quello che cercava. Inizia così la gloriosa
carriera del più grande culturista di tutti i tempi con un solo
obiettivo: vincere al più presto il titolo di Mr. Universo. I costi
per essere soci alla palestra sono molto alti cosi si costruisce la
sua palestra personale nel garage di casa sua cominciando a faticare
e ad allenarsi strenuamente con forza di volontà. Ha cominciato a
dedicarsi a questi esercizi per potenziare il fisico, allenandosi
sette giorni a settimana, anche entrando illegalmente nella palestra
di domenica quando è chiusa.
Affascinato
dal suo idolo Reg Park, la star che interpretava Ercole al
cinema, Arnold si propone di diventare il più benfatto uomo del
mondo. Quando confessa ai suoi genitori il suo desiderio, questi lo
disapprovano chiedendogli cosa avrebbe fatto quando “avrà dei
muscoli”. Lui risponde loro che sarebbe andato in America e che
sarebbe diventato una star. Con il passare del tempo, e con il
mutare delle esigenze, si affida a un allenatore, non solo per
perfezionare gli esercizi ma anche per compiere quel salto tecnico
che da solo non è in grado di compiere. Il primo suggerimento
dell'esperto è di rafforzare le gambe, fino a quel momento del tutto
trascurate in favore di bicipiti e pettorali. Nel giro di qualche
tempo, i risultati di questi grandi sforzi cominciano a farsi
visibili: prende dunque forma quell'enorme sviluppo muscolare per
cui Schwarzenegger andrà famoso. Nel corso del 1961 conosce Kurt
Marnul, un ex Mr. Austria. Marnul rimane subito impressionato
dai muscoli di quel giovane ragazzo e gli propone di allenarsi all'Atletic
Union in Graz, una proposta allettante che Schwarzy non può
rifiutare tanto che si allena in questa palestra anche nei giorni in
cui è chiusa intrufolandosi di nascosto di notte. Intanto
sopravviene l'obbligo del servizio militare; questa potrebbe essere
una grave pausa per i suoi allenamenti, che richiedono costanza e
soprattutto molte ore a disposizione, ma in caserma riesce a
mantenersi in forma lo stesso.
Il
padre, che avrebbe voluto un’altra carriera per il figlio come
l’avvocatura, cerca di ostacolare in tutti i modi la nascente
passione di Arnold per il bodybuilding, e quando il figlio parte nel
'65 per il servizio militare a diciotto anni, i suoi genitori
sperano che l'esercito contribuisca ad allontanarlo da quella che è
divenuta una vera ossessione per il culturismo e che ritorni di
nuovo “normale”. Arnold però aveva tutt’altra opinione e scappa
dall’unità militare per partecipare al concorso Junior Mister
Europe, vicino a Stoccarda. Vince con il punteggio massimo di
300 punti, diventando così il primo competitore con un punteggio
così grande. La sua assenza non rimane inosservata essendo sorpreso
mentre ritorna di nascosto nell’unità militare. Così deve farsi ben
sette giorni di rigore in cella. Benché partito senza permesso, egli
diviene l’eroe della compagnia militare per la sua ambizione e
volontà di realizzare i suoi sogni, fatto per cui gli viene ordinato
di continuare l’allenamento. A Londra conosce Wag Bennet che lo
aiuta ad allenarsi insegnandogli quali erano le posizioni corrette.
Quest’allenamento contribuisce in gran parte al suo successo. Appena
è congedato dal servizio militare, tenta la strada dei concorsi. È
un successo al primo colpo. Alla tenera età di venti anni è
nominato Mr. Europa e, non solo, sbaragliando tutti i
concorrenti viene anche eletto Mr. Universo. Agli
organizzatori bastano due calcoli per capire, fra l'altro, che si
tratta del più giovane aureolato della storia di quella
competizione.
In
questo periodo conosce l’italiano Franco Columbu, anch’egli
campione di bodybuilding, che sarebbe divenuto da lì in poi suo
inseparabile amico di allenamento e di vita. In seguito vince altri
titoli e matura così l’idea di trovare fortuna da qualche altra
parte nel Mondo. Si può dunque dire che ormai a quell'epoca il
giovane atleta si è costruito un'immagine, di essere diventato un
personaggio, e questo Schwarzy lo sa bene. Decide allora di tentare
la carta "spettacolo" cercando di accedere a quel mondo dorato
sfruttando appunto quel ruolo, pur piccolo, che si è ritagliato sui
media. Attraversato l’oceano, arriva così in America nel 1968 senza
saper parlare inglese e con soli 20 dollari in tasca. Dopo aver
lavorato a Santa Monica, California, come carpentiere gareggia con
il suo idolo, Reg Park nel 1970 e vince ancora il titolo di Mr.
Universo seguito da quello di Mr. Mondo. Nello stesso anno conquista
anche il suo primo Mr. Olympia, promozione che gli spalanca
le porte del primo set, quello per il film "Ercole a New York!"
diretto da Arthur Allan Seidelman usando lo pseudonimo di Arnold
Strong per via del suo cognome impronunciabile (che non ha mai
voluto cambiare).
Il
1971 è l'anno in cui Arnold perde suo fratello maggiore Meinhard in
un incidente stradale. Due anni più tardi muore anche suo padre
Gustav. Negli anni seguenti è sempre il bodybuilding a impegnarlo
(se si eccettua una fugace interpretazione del '73 ne "Il lungo
addio" di Robert Altman). Nel 1975, dopo aver vinto il sesto
titolo di Mr. Olympia, si ritira dal bodybuilding per dare
l’opportunità di far vincere il prestigioso premio anche ad altri
grandi culturisti. Al cinema torna nel '76 con "Il gigante della
strada" di Bob Rafelson. Nonostante viene scartato per la serie
tv sull’incredibile Hulk della Marvel perché non sufficientemente
alto nonostante i suoi 188 cm d’altezza, il 1977 è un anno pieno di
successi per lui. Arnold è uno dei pochi attori ad aver sfondato
pure in libreria scrivendo un bestseller (The Education of a
Bodybuilder) che è una vera bibbia per chi vuole intraprendere
la strada del bodybuilding; vince inoltre il Golden Globe Award per
la sua interpretazione come migliore attore esordiente in "Stay
Hungry". Viene anche eletto "honorary weightlifting coach" alle
Special Olympics International per i suoi innumerevoli impegni sul
campo del sociale ma soprattutto per la promozione dello sport.
Un breve azzardo nell’industria dello spettacolo lo porta a fondare
una società di costruzioni edili col suo amico culturista Franco Columbu; inoltre i profitti gli procurano una serie di ottimi affari
per la corrispondenza di materiale di come libri e cassette. Guidato
dalla sua passione per essere preso seriamente ed essere ricco, il
suo continuo afflusso di soldi gli ha permesso di vivere la vita di
un divo. Il documentario "Pumping Iron" da lui interpretato e
realizzato nel 1977, cambia totalmente la visione sul bodybuilding.
Il documentario segue l’evoluzione di Arnold fino al 1975, quando
vince diversi titoli di Mr. Olympia. Il film è una vera chicca per
gli amanti di questa disciplina, dove si raccontano in sostanza la
sua vera vita, i suoi allenamenti e le sue vicende sentimentali. Il
tutto arricchito da un cast d'eccezione dove spiccano figure
illustri di quello sport come Franco Columbu, Lou Ferrigno
e Serge Nubret. Il suo aumento di ricchezza lo porta a
investire in beni immobili, mentre vive comodamente in una casa da
200.000$ sulla costa dell'ovest. Nel `78 durante gli incontri di
tennis di Forest Hills conosce Maria Shriver, nipote del
presidente John F. Kennedy, e dei fratelli Robert e Ted e sua futura
compagnia di vita. Continua la sua carriera cinematografica con "Jack
del Cactus" (1979), in cui ha fatto il ruolo di un cowboy con
Kirk Douglas.
Nel
Novembre 1979 si laurea in economia e amministrazione finanziaria
con specializzazione in marketing per il fitness fisico
all'Università del Wisconsin Superior, riscattando in questo modo,
oltre che con i successi professionali, una vita di povertà e di
fatiche a dimostrazione del fatto che egli non è solo il macho tutto
muscoli e niente cervello (in futuro riceverà anche una manciata di
lauree honoris causa). Anche i primi anni ’80 sono ricchi di trionfi
che arrivano uno dopo l’altro sia in campo sportivo sia
cinematografico: Nel 1980 decide di ritornare a gareggiare nel
bodybuilding, vincendo clamorosamente il titolo di Mr. Olympia a
Sydney, in Australia. Dopo solo due mesi di allenamento, benché
fosse stato lontano per cinque anni, arriva alla performance di
essere il primo culturista a vincere questo titolo sette volte.
Questo marca il suo ritiro ufficiale dall’attività agonistica (1
Mr. Mondo, 7 Mr. Olympia, 6 Mr. Universo) e ormai superati i
trent’anni, sceglie di dedicarsi al cinema a tempo pieno. Il vero
passo in avanti lo compie grazie all’epico Conan il Barbaro
del 1982 per la regia di John Milius, nel ruolo dell’eroe creato
dallo scrittore statunitense Robert E. Howard. Il film è un successo
risonante, marcando in modo positivo la presenza di Arnold a
Hollywood. Egli è dagli anni 80 l'artefice dei film d'azione
moderni. È stato definito l'ottava meraviglia del mondo per la
perfezione della sua struttura fisica, dei suoi muscoli e la sua
grande intelligenza. È stato inoltre definito dal Guinness dei
Primati come “l’uomo meglio sviluppato della storia”. Il 9 settembre
1983 Schwarzenegger diventa cittadino americano.
Nel
1984 Arnold interpreta il ruolo dell’indimenticabile androide metà
macchina metà uomo, un cyborg assassino arrivato dal futuro per
assassinare la madre del futuro capo della resistenza umana.
All’inizio il film è considerato di categoria B. Lo sceneggiatore e
regista James Cameron aveva scritto lo scenario partendo da
un sogno fatto mentre era malato. Aveva pensato a Schwarzenegger per
il ruolo dell'eroe positivo che riesce a distruggere Terminator,
ma questi lo convince invece a lasciargli proprio la parte del
cyborg, una fredda, inarrestabile, indistruttibile macchina di morte
rivelatasi una felice intuizione che gli permise di essere
consacrato a livello internazionale. Nel novembre 1984 "Terminator"
registra un successo fenomenale, consolidando la posizione di Arnold
a Hollywood. Il 1985 è l'anno nel quale viene eletto dalla NATO,
l'associazione nazionale degli impresari teatrali, "star
internazionale dell'anno". Arnold si fidanza con Maria, e un
anno dopo, nel 1986, la sposa.
A
metà anni '80 Arnold stupisce il mondo con il suo talento di attore
in tanti film di successo principalmente d'azione in cui riveste
stabilmente il ruolo dell'eroe forte, muscoloso, irresistibile,
armato fino al collo come in "Commando" (1985, di Mark L.
Lester), "Predator" (1987, di John McTiernan), "L'implacabile"
(1987, di Paul Michael Glaser), "Danko" (1988, di Walter
Hill). Riesce anche a sottrarsi da quel cliché e a dimostrare
d'essere un attore completo: "I Gemelli" (1988, accanto a
Danny De Vito) e "Un poliziotto alle elementari" (1990) due
commedie dirette da Ivan Reitman, "True Lies" (1994, ancora
una volta diretto da Cameron e con accanto la bella Jamie Lee
Curtis) e “Una promessa è una promessa” del 1996. Mantiene un
forte accento austriaco anche in ruoli che non richiedono tale
accento. Comunque pochi dei suoi fan ne sembrano interessati. Si è
distinto anche perché nei suoi film inserisce battute divertenti,
spesso con un senso d'umorismo autoironico, distinguendosi da eroi
più seriosi come quelli interpretati da Sylvester Stallone (come
nota a margine, nel suo film Last action hero - L'ultimo grande
eroe, un ragazzo entrato nel film che lui sta interpretando,
proveniente dal mondo reale, tenta di convincerlo che si trova in un
film, e visitando una videoteca, c'è un poster del film
Terminator nel quale si scopre che il suo interprete
nell'universo alternativo è Sylvester Stallone). Il 2 giugno 1987,
ormai una stella internazionale grazie ai numerosi film
interpretati, gli viene donata la 1847ma piastrella nel marciapiede
delle celebrità, la famosa "Hollywood's Walk of Fame".
Dopo
il successo al cinema Arnold indovina altre scelte commerciali come
l'apertura nel 1989 del locale denominato "Planet Hollywood",
un ristorante in stile americano, dove si vendono tutti i tipi di
prodotti fuoriserie come t-shirt, cappelli ecc. Al presente ci sono
più di trenta ristoranti in tutto il mondo (un'operazione che vede
coinvolti anche Sylvester Stallone, Bruce Willis e Demi Moore).
'The Austrian Oak' (la quercia austriaca) tenta di staccarsi dai
ruoli che l’hanno reso famoso, ma in fondo la ragione stessa della
presenza di Schwarzenegger a Hollywood è il suo essere una sorta di
effetto speciale vivente, e ben presto l'attore torna a interpretare
il cyborg T-800 in Terminator 2: Il giorno del giudizio
(1991), ancora diretto da James Cameron. È stato il suo primo film
più costoso della storia del cinema all’epoca; registra un profitto
domestico di più di 200 milioni $ oltre che essere divenuto un
successo mondiale. Arnold debutta nella carriera di regista nel 1992
con il film per la televisione "Christmas in Connecticut". In
questo campo aveva già messo in scena nel 1989 l’episodio "Lo
scambio" della seria televisiva "I Racconti della Cripta".
Tuttavia Schwarzy non si dimentica del vecchio amore e dello sport
che gli ha permesso di arrivare a quel livello, così, nel 1989,
lancia l'iniziativa dell’"Arnold Classic", uno dei più
importanti tornei di bodybuilding. Negli anni '90 seguono altri film
di successo, e Arnold fa il suo debutto sulla scena politica.
Nonostante
il matrimonio, che l’ha fatto entrare nella più potente e famosa
famiglia democratica d'America, Arnold Schwarzenegger è rimasto un
convinto repubblicano, e durante l'amministrazione di Bill Clinton e
George Bush ha diretto la commissione presidenziale per lo sport e
la forma fisica.
Nel 1992 Arnold apre lo "Schatzi on Main", un ristorante
specifico austriaco. È nominato presidente degli Inner-City Games
per atleti disabili e nel 1995 riceve una nomination ai Golden Globe
come migliore attore per il film “Junior”. Nel 1997 è la
volta di "Batman & Robin" (di Joel Schumacher), il 35° film
nella carriera di Arnold. Il 16 aprile 1997 Arnold è costretto a
operarsi al cuore in un intervento molto delicato. L'intervento
riesce completamente senza complicazioni. Durante la promozione di
un suo film a Graz, in Austria, fa visita ad amici e familiari e per
di più il sindaco lo onora dedicandogli il nome dello stadio di
calcio appena costruito l’“Arnold Schwarzenegger Stadium”,
dove gioca le partite casalinghe lo Sturm Graz. Nel 1998 muore la
madre di Arnold, Aurelia, a causa di un infarto.
L'anno
successivo il "gigante buono" torna al cinema dopo due anni di pausa
con "Giorni contati" seguito da "Il 6° giorno" uscito
in Usa nel novembre del 2000, anno in cui ha avuto buone possibilità
di diventare governatore della California. Il 2001 segna un passo
importante nella vita di Schwarzy, diviso fra una possibile carriera
politica o la continuazione di quella cinematografica. Nel 2002
torna al cinema con “Danni collaterali” di Andrew Davis e
dopo gira "Terminator 3: Le macchine ribelli" diretto da
Jonathan Mostow. I suoi fan sono contentissimi di vederlo di nuovo
all’opera; allenandosi ogni giorno dimostrò così che i suoi metodi
di preparazione furono efficaci, essendo risultato in ottima forma
fisica come ai tempi dei primi due capitoli della saga. Secondo film
più costoso della storia del cinema a cui partecipa, Terminator 3
ottiene un incasso planetario di quasi 450 milioni di dollari mentre
Schwarzenegger percepisce una paga di oltre 30 milioni di dollari
(nessun attore ha mai percepito allora). La sua carriera
cinematografica rischia di essere compromessa quando nell’agosto
2003 Arnold annuncia la sua candidatura a governatore della
California, stato più popoloso d’America e con la quinta
economia al mondo. Questa potrebbe essere una brutta notizia per i
suoi fan perché rischiano di non rivederlo più al cinema.
L’unione
tra il più muscoloso dei repubblicani e una discendente della più
importante famiglia democratica americana (Kennedy) ha dato vita,
negli anni, a quattro figli e a una notevole carriera politica
culminata con la nomina a governatore della California
il 7 ottobre 2003, quando vince
le elezioni con una grande maggioranza, seguendo le orme di Ronald
Reagan, anche lui passato da Hollywood e dalla direzione dello stato
californiano prima di arrivare alla presidenza USA. Per coronare
appieno il sogno americano di Schwarzenegger, però, la costituzione
americana dovrà essere modificata, visto che per concorrere alla
presidenza è necessario essere nati negli Stati Uniti, e vista la
carriera di Arnold non è eventualità da escludere. S’impegna quindi
a cercare di far uscire lo stato Californiano da una crisi economica
senza precedenti. Fautore di un severo programma di tagli alla spesa
pubblica e di ristrutturazione economica neoliberista, si scontra
sia con la maggioranza democratica nel Parlamento californiano, sia
con gli elettori dello stato, che gli bocciarono una serie di
referendum.
Dopo tre
anni di mandato il governatore è rieletto nel 2006 confermandolo
alla carica, adottando però un programma affine a quello del Partito
democratico in tema di diritti civili, libertà di ricerca
scientifica, economia, immigrazione, ecologia soprattutto e non
nascondendo il suo disaccordo nei confronti dell’amministrazione del
presidente George W. Bush. Intanto come politico non ha proprio
fatto delle stragi, anche se c’è un enorme deficit finanziario che
non è riuscito a sanare. Per il resto ha posto la California tra gli
stati più attenti e sensibili verso la natura e l’ambiente. Dopo
sette lunghi anni alla guida della California, nei quali si è
concesso alcuni saltuari camei in “Giro del mondo in 80 giorni”,
“Il tesoro dell’amazzonia”, “The kid & I” e “I
mercenari”, Arnold ha deciso di rimettere piede a Hollywood di
fronte la macchina da presa, con molte rughe in più e i suoi muscoli
non più tonici di una volta, ma sicuramente con lo stesso sguardo da
action man che lo ha portato alla ribalta internazionale. Non
abbandonerà però la vita pubblica: avrà senza alcun dubbio un futuro
da conferenziere di primo piano, come succede ai politici americani
di spicco, e ha detto che continuerà anche il suo impegno contro i
cambiamenti climatici e per l’ambiente.
Nel 2011
si apprende una notizia clamorosa: dopo venticinque anni di
matrimonio e quattro figli in comune, Arnold Schwarzenegger e la
moglie Maria Shriver si sono lasciati, complice un figlio
illegittimo avuto da lui con una domestica. Sono stati una delle
coppie più collaudate dell’alta società americana: un rapporto di
ferro che aveva saputo gettare ponti tra la politica, Hollywood e i
media. La coppia è rimasta comunque in ottimi rapporti e Arnold
lavora sodo per riconciliarsi con Maria. Nel 2012 pubblica “Total
Recall: My Unbelievably True Life Story”, un’autobiografia
audace nella quale Arnold esprime tutto se stesso, senza veli, dalla
sua nascita fino ai giorni nostri.
Al di là della sua condotta di vita privata, discutibile ma pur
sempre privata, quella professionale va invece a gonfie vele come
dimostra la mole di film e progetti che lo vedono coinvolto: dopo
aver fatto parte nel sequel dei Mercenari, Arnold interpreta uno
sceriffo di frontiera nell’action thriller The Last Stand,
diretto da Kim Ji-woon. Subito dopo ha girato il thriller carcerario
The Tomb in cui fa coppia con Sylvester Stallone per la regia
di Mikael Håfström. Vi è infine Ten, una torbida storia di
droga e poliziotti della DEA poco ligi al dovere. Sin dal ritorno al
mondo del cinema, Arnold e DeVito hanno espresso la fantasia di
recitare in un sequel dei Gemelli. La Universal sta ancora
sviluppando il sequel dal titolo provvisorio Triplets con
l’aggiunta di un terzo gemello che dovrebbe essere interpretato da
Eddie Murphy. Ma il suo progetto forse più ambizioso è The Legend
of Conan, sequel di Conan il barbaro. I produttori hanno
tracciato la storia e presto forniranno sceneggiatura e regista, con
l'obiettivo di rilasciare il film nell'estate 2014. |